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Agro-alimentare

 

Agro-alimentare

Attualmente, l’agricoltura contribuisce per il 2,85% alla formazione del PIL (rispetto al 7,2% del 1999), impiegando circa l’7% della forza lavoro del paese e con una superficie suolo per azienda di 15,2 ettari. A partire dal 1991 si è proceduto alla privatizzazione delle terre agricole (in precedenza in regime di collettivizzazione su modello sovietico), e ad una serie di ulteriori riforme che hanno introdotto nuove forme di aziende agricole. L’agricoltura lituana si propone oggi come settore di un certo interesse, grazie alle sue consolidate tradizioni agricole ed al buon livello dei suoi operatori. Il suolo arativo corrisponde tuttavia a solo il 29% circa della superficie totale della Lituania; vengono prodotti principalmente grano, orzo, segale, avena, patate, barbabietole da zucchero, colza, lino, frutta e ortaggi. La restante parte è occupata da foreste in larga parte sfruttate per la produzione di assi in legno e pellets, e produzione di biomasse.

La Lituania aveva ottenuto in sede di pre-adesione - in deroga al normale regime derivante dall'acquis comunitario - di applicare, fino a maggio 2011, il divieto, per gli stranieri, di acquistare terreni agricoli o forestali. Il divieto è stato prorogato per altri tre anni, fino al maggio 2014, quando è stata approvata la normativa nazionale che prevede la possibilità di acquisto di terre da parte di cittadini stranieri, introducendo al tempo stesso delle “clausole di salvaguardia” per i lituani. Secondo la nuova normativa, le persone fisiche e quelle giuridiche che intendono acquistare terreni agricoli dovranno dimostrare di aver svolto attività agricole per almeno 3 degli ultimi 10 anni ed aver registrato la propria attività. Per le aziende scatta l’obbligo di ottenere almeno il 50% dei ricavi da attività agricola e di sottoporre il conto economico a verifica del Ministero dell’Agricoltura. Chi acquista un terreno agricolo dovrà impegnarsi a svolgere attività agricole sul fondo acquistato per almeno 5 anni, con sanzioni crescenti  in caso di inattività. In totale non si potranno acquistare più di 500 ettari di terreno agricolo, con delle eccezioni per gli allevatori. Chi vuole acquistare più di 10 ettari dovrà poi ottenere inoltre un permesso speciale dal Servizio Nazionale per le Terre.

Una interessante tendenza del settore agricolo è costituto dall’emergere dell’agricoltura biologica. L’attività delle aziende agricole che hanno adottato tale regime viene certificata da un ente pubblico denominato “Ekoagros”, facente capo ai Ministeri della Salute e dell’Agricoltura. Ad oggi, circa 2500 aziende agricole hanno ricevuto tale certificazione.

La Lituania può vantare oltre 10 prodotti di origine controllata e denominazione di origine protetta tra i quali ci sono i formaggi, pane nero, miele, bevande alcoliche ed altri prodotti della cucina tradizionale.

I settori di punto dell’export lituano sono i prodotti caseari, carni vive e lavorate, cereali, ortofrutta principalmente orientati verso i paesi dell’Europa orientale e Scandinavia. Di rilievo le esportazioni lituane del settore agroalimentare in Italia pari a 150,5 mln di euro nel 2015.

Analogamente a quanto avviene in tutta Europa, il settore lattiero-caseario lituano versa in condizioni di pesante difficoltà a causa delle controsanzioni russe sui prodotti UE. Nel 2015 rispetto al 2014 le esportazioni dei prodotti lattiero-caseari verso la Russia (il principale paese di sbocco dell’export lituano) sono diminuite del 94,3%.

La distribuzione agroalimentare lituana è dominata da società medio grandi. I principali distributori operanti in Lituania sono “Maxima” (occupa quasi 40% del mercato), “Iki” (circa 16% del mercato), “Norfa” (11% del mercato) e “Rimi” (8%). Marginale il peso dei negozi individuali dedicati principalmente a delicatezze di marchia.

 

 


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